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Caterina La Grande, regina di cuori made in Russia!

Caterina la Grande, basta sentire il suo nome e subito pensiamo a stile, potere, coraggio e determinazione.

 

Ma quello che di questa donna vi voglio raccontare non riguarda la sua abilità politica, di cui gli storici possono parlare molto meglio di me, quello che trovo molto più intrigante è la sua vita amorosa.

 

Non c'è da stupirsene, una che è passata alla storia come "la grande" non poteva certo accontentarsi di sferruzzare a corte mentre il marito si divertiva con i suoi soldatini più o meno di stagno.

 

No, Caterina era una donna con la "D" maiuscola, che non aveva paura di prendere in mano le redini dello Stato e del suo cuore, sapeva che per governare un paese vasto e selvaggio come la Russia, ci voleva ben altro che un sorriso smorto e una fedeltà cieca al consorte. 

 

Perché mai, infondo, una mente così brillante e uno spirito così vivace avrebbero dovuto accontentarsi di un matrimonio che era più un incarico diplomatico che un'unione passionale?

 

La sua storia sentimentale inizia con un classico matrimonio combinato.

 

Lui era un certo Pietro III, nipote dell'imperatrice Elisabetta.

Pietro non era esattamente un party animal, a meno che la festa non prevedesse di giocare ai soldatini  (si, quelli in miniatura, avete capito bene) o di fare scherzi di pessimo gusto. 

 

Non solo trascurava La nostra donna, ma sembrava proprio non capirla, si dice che per anni il loro matrimonio fosse poco più che un contratto sulla carta. 

 Non ci volle molto perché Caterina, stanca del grigiore coniugale, trovasse un po' di colore altrove.

 

E qui inizia la carrellata della sua collezione di esemplari purosangue dell'epoca:

 

Il primo a scaldarle il cuore fu Sergej Saltykov, un cortigiano così affascinante che pare facesse voltare la testa anche alle gatte di corte. 

La loro liaison fu un vero e proprio raggio di sole per Caterina, anche se si spense piuttosto in fretta. 

Le malelingue però suggeriscono che il granduca Paolo, suo figlio, avesse piùdna in comune con Saltykov che con Pietro. 

 

Poi arrivò Stanislao Poniatowski, un polacco giovane, colto e raffinato, che di certo non le faceva mancare complimenti e attenzioni, oltretutto aveva anche fiuto per gli affari di stato.

 

Ma l'uomo che le cambiò la vita fu Grigorij Orlov, un ufficiale della Guardia Imperiale con un fisico da urlo e carisma da vendere.

Fu lui la vera forza motrice dietro il colpo di stato che la portò al potere. 

Erano innamorati, certo, ma la loro era una partnership a tutto tondo: sesso, potere e un impero da conquistare.

 

Si vociferava che Caterina, dopo aver fatto fuori il marito, volesse addirittura sposarlo e legittimare il figlio che avevano avuto insieme, si perché nel frattempo era nato un figlio.

La sua influenza era così netta e aperta che a volte si comportava quasi da co-imperatore, come finì?

 

Qualche scappatella di troppo gli fece perdere il favore della nostra Caterina.

A volte troppa sicurezza personale può giocare brutti scherzi...

 

Gli successe Grigorij Potëmkin, sì, proprio quello che diede il nome alla famosa corazzata che tanto amava il ragioniere più famoso d'Italia.

 

Grigorij non fu solo un amante, ma il confidente, il braccio destro, il cervello dietro molte delle mosse più geniali dell'imperatrice.

La loro relazione, pur evolvendosi dalla passione più sfrenata a una sorta di collaborazione amorosa-politica, fu il pilastro del regno di Caterina.

La leggenda narra di un matrimonio segreto, di una complicità profonda che andava oltre il semplice amore fisico. 

Potëmkin fu l'artefice dell'espansione russa nel Mar Nero, della conquista della Crimea e di un sacco di altre prodezze. 

Per ingraziarsi la sua shugar mamy arrivò addirittura a creare i "villaggi Potëmkin", costruzioni scenografiche fatte solo per impressionare Caterina durante i suoi viaggi.

La loro corrispondenza è un vero tesoro, piena di soprannomi affettuosi e di progetti grandiosi.

Come si spense la loro passione? Lentamente, divennero amici e collaboratori, fra una mossa politica e un ballo lui le forniva supporto morale,amanti e una calda amicizia. 

Morì, probabilmente di malaria, a soli 52 anni, mentre viaggiava per i negoziati di pace con l'impero Ottomano. 

 

Nemmeno l'età avanzata e le dure perdite, però, spensero la scintilla di Caterina. L'ultimo dei suoi favoriti di cui mi è giunta voce fu il giovane e ambizioso Platone Zubov, un toy-boy che aveva quasi quarant'anni meno di lei.

 Forse non un amore travolgente come i precedenti, ma una dimostrazione che Caterina amava la vita e la buona compagnia, fino all'ultimo.

 Si dice che Zubov fosse bello ma un po' sempliciotto, e la sua influenza suscitò un bel po' di mugugni tra i vecchi lupi di corte.

Ma Caterina, da vera boss, lo riempì di onori e regali, infischiandosene ampiamente dei mugugni e del gossip, evidentemente aveva qualcosa che per lei era più che adeguato.

 

Gli amori di Caterina la Grande, per quel che ne so, giungono così al termine.

Non furono solo pettegolezzi da salotto, ma come sempre avviene a certi livelli divennero parte integrante della sua strategia politica, un modo per legare a sé uomini potenti, in gamba e leali, che poi si sarebbero adoperati per i suoi scopi. 

 

La sua capacità di mescolare passione e pragmatismo, di usare il suo fascino per consolidare il potere, la rende una figura di una modernità sorprendente.

 

Caterina ci ha insegnato che si può essere una sovrana di ferro, una riformatrice illuminata e, allo stesso tempo, vivere la propria vita privata con tutta l'intensità e la libertà che meritava una donna come lei. 

 

Una vera icona di stile, seduzione e potere che mi ricorda, per molti versi, un'altra Queen che amo moltissimo, Cleopatra!

 

Cosa ne dite? chi vi ricorda?  Fatemelo sapere nei commenti!

 


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